Alimentazione Arte & Cultura

Arts & Foods: l’arte del e nel cibo in mostra a Milano

12 settembre 2015

Se amate l’arte e il cibo, non potete perdervi l’unico padiglione in città di Expo Milano 2015 incarnato nella mostra Arts&Foods. Rituali dal 1851, curata da Germano Celant e visitabile alla Triennale di Milano sino al 1° novembre.

Un viaggio ‘alimentare’ nel quale il visitatore ripercorrerà l’evoluzione del cibo esibito in tutte le sue varie declinazioni artistiche in vari momenti storici.

Un percorso che prevede diversi filoni, che si ritrovano nelle varie sezioni storiche – dal 1851 al 1950, dal 1951 al 1980, dal 1981 al 2015 – disposti attraverso i 7.000 metri quadrati del museo, sfruttando sia l’interno sia l’esterno di esso.

Una piccola carrellata di quello che ‘assaporerete’

Il cibo nell’800

Intraprenderete il percorso immergendovi direttamente nell’800 con la rassegna di cucine, posate e argenteria dell’epoca da confrontare con ciotole, vassoi da pasto e zuppiere magistralmente decorate della cultura orientale (in modo particolare dall’India e dal Giappone).

Respirerete l’atmosfera di uno storico caffè dell’intramontabile marchio Campari dei primi del ‘900, totalmente ricreato e arredato nei minimi particolari.

Troverete esposti i primi libri di cucina; ammirerete i dipinti delle nature morte di grandi artisti come Picasso, Braque e il più noto del genere, Morandi; passerete da una dissacrante installazione del surrealista Man Ray alle eleganti e raffinate tazzine di ceramica del periodo futurista.

Avrete modo di spiare una delle stanze del Vittoriale di D’annunzio, la Zambracca, dove pare che il poeta consumasse i pasti in solitudine e vi imbatterete, persino, in una vasta gamma di vettovagliate utilizzate durante gli anni della Prima e Seconda Guerra Mondiale.

Il cibo negli anni del boom economico

Conclusa la prima parte espositiva del percorso, farete un balzo cronologicamente in avanti nella seconda sezione dove inizierete a respirare la modernitàgli anni del benessere, la nascita della pubblicità e l’esaltazione del brand (il prodotto alimentare che si viene ad identificare con un marchio) e le prime cucine dal design moderno.

Il cibo sarà protagonista dei film del Neorealismo italiano, della fotografia di Henri Cartier-Bresson e della politica, come testimoniato dai molti manifesti elettorali del dopoguerra:

1948 Ti hanno promesso il pane, 1951 Ti danno armi: Non lasciarti ingannare di nuovo. Vota contro i partiti del governo della guerra.

Attraverserete il vortice di colori della corrente artistica che forse più di tutte ha celebrato il cibo ergendolo a icona, ossia la Pop Art di Andy Warhol, Robert Rauschenberg e Roy Lichtenstein.

E ancora, fotografie di supermercati, i nuovi ‘mercati’ del cibo’; il cibo e la conquista della Luna; il cibo e la musica dove gli alimenti troveranno spazio nelle copertine dei dischi degli anni ’80 o usati nei primi videoclip musicali; il cibo e gli anni della contestazione esemplificato nel movimento hippie e nella sua critica massiccia al consumismo dilagante e la creazione di nuove consapevolezza verso ambiente e la salute con l’affermazione del cosiddetto cibo alternativo.

Tutto questo, e molto altro, avrete modo di contemplare in quella che può essere considerata un’esperienza estetica e sensoriale che celebra il cibo attraverso una riflessione sulla pluralità dei riti culinari e alimentari per mezzo di tutti i linguaggi.

Per darvi un assaggio di quali opere potrete gustare durante il percorso, vogliamo condividere una galleria di fotografie della mostra selezionate per i nostri lettori.

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